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SUMMARY:LA GESTIONE DELLE INFEZIONI FUNGINE INVASIVE NEL PAZIENTE NEUTROPENICO E NEL PAZIENTE CRITICO
DESCRIPTION:Le micosi profonde sono infezioni ematogene con coinvolgimento degli organi interni e della cute (micosi disseminate o sistemiche). La porta di ingresso può essere cutanea, attraverso ferite o cateteri intravascolari(infezione esogena) o per traslocazione transmucosale da parte di funghi commensali del tratto gastrointestinale (infezione endogena). Sono causate, sia da funghi patogeni presenti nell’ambiente che da funghi opportunisti commensali. I funghi patogeni causano malattie sia negli ospiti immunocompetenti che in quelli immunocompromessi. I funghi opportunisti raramente determinano patologia in ospiti immunocompetenti. Due tipi di immunodeficit espongono in maniera rilevante al rischio di infezione fungina invasiva: la neutropenia (caratteristica del paziente oncoematologico) e l’immunodeficit T cellulare senza neutropenia (caratteristico dell’AIDS). Uno dei target più rilevanti di infezioni fungine invasive è rappresentato dai pazienti critici ricoverati nelle Unità di Terapia Intensiva. Tali pazienti non sono neutropenici ma presentano importanti colonizzazioni fungine polidistrettuali e “breakdown” delle barriere cutaneo-mucose. In tali contesti la candidemia è il principale rischio clinico, rivelato proprio dalla colonizzazione multipla del fungo in distretti quali la cute, l’uretra, il cavo orale, l’aspirato tracheale. Profilassi, terapia pre-emptive, terapia empirica e targeted sono le procedure terapeutiche a disposizione del clinico per prevenire o affrontare tali drammatiche patologie tuttora gravate da elevatissima mortalità. Gli aspetti gestionali delle micosi profonde in entrambe i gruppi di pazienti sono assai complessi, con ampi margini di discrezionalità del clinico per quel che concerne la diagnosi e la conseguente terapia. La scelta del farmaco è ancora complessa, lungi dall’essere stata definitivamente risolta dalle pur recenti linee guida. Tra i farmaci azolici (fino al più recente voriconazolo) e le echinocandine si pone un importante problema di selezione che va risolto con un accurato “tailoring” della terapia. Non va dimenticato il ruolo della amfotericina B nella sua formulazione liposomiale, decisiva tuttora in molte patologie da miceti opportunisti nell’immunocompromesso. Il convegno si concentrerà sugli aspetti terapeutici e gestionali delle micosi profonde sia nel paziente immunodepresso che nell’immunocompetente, lasciando ampi margini alla discussione per approfondire eventuali aspetti di dissonanza nel management di queste patologie tra i diversi centri siciliani.\n
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